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Cosa è dunque il Coaching?

Il Coaching è senz’altro un processo di sviluppo individuale che favorisce l’espressione piena del proprio potenziale, grazie ad un allenamento “one-to-one” su specifiche aree individuate come ambiti di sviluppo.

E’ un metodo di facilitazione dell’apprendimento dell’adulto, basato sull’innalzamento del livello di consapevolezza, che può coinvolgere singoli individui, gruppi o intere organizzazioni.

Aprire un percorso di coaching è darsi una chance per imparare ad osservare le proprie reazioni, il proprio comportamento, gli effetti generati, le dinamiche da esso innescate e guidare i propri atteggiamenti mentali  e il proprio agire nella direzione che si ritiene più opportuna al fine di raggiungere un determinato obiettivo.

Ma che cosa è questo potenziale, cosa significa alzare il livello di consapevolezza, liberasi dai propri limiti, dalle proprie barriere e dai propri atteggiamenti mentali?

Ritorniamo insieme bambini per un momento. Eravamo guidati dal piacere e dalla curiosità, esploravamo noi stessi ed il mondo senza giudicare. Non avevamo limiti, non avevamo barriere. Siamo venuti  al mondo con un passaporto genetico personale, ma la nostra mente non era un libro scritto, le pagine erano ancora bianche. Il nostro computer era ancora privo di dati.

Poi i nostri genitori che, essendo adulti, avevano invece le memorie zeppe di dati su cosa fosse giusto e cosa fosse sbagliato, cosa fosse bene e cosa fosse male, su come ci si dovesse comportare per venire accettati dagli altri, inserirono nel nostro database informazioni, dati ed programmi predefiniti, che sono diventati  le nostre attuali credenze.

Ovviamente i nostri “programmatori” hanno caricato nel sistema tutte quelle informazioni e quei programmi che ritenevano più giusti per noi, per il nostro bene, per il nostro benessere: hanno fatto del loro meglio con tanto amore, . . . ma anche i loro dati, a loro volta, erano stati inseriti! 

Ogni giorno questo sistema di credenze veniva ripassato ed ampliato, così in breve tempo è diventato apparentemente indelebile. Ciò grazie a due “inchiostri” particolarmente efficaci: Ripetizione ed Emozione. I pubblicitari conoscono molto bene questi due potenti mezzi: non è forse continuando a ripetere uno spot emozionante che ci convincono che abbiamo bisogno di un dato prodotto? L’emozione abbatte le barriere, rende il foglio permeabile in modo che sia pronto a ricevere l’inchiostro, e la ripetizione è come ripassare una scritta più volte: permetterà che l’inchiostro penetri in profondità. 

E' esattamente così che si è creata l'idea che abbiamo di noi stessi e del mondo, idea che determinerà le tutte le nostre scelte future. Vorrei soffermarmi sulle ultime ricerche del biologo Bruce Lipton (Cell psychology and beyond – Bruce H. Lipton, Ph.D, 2002) che ci spiegano il sistema che la natura ha ideato per aiutarci nell’apprendimento. Vorrei raccontarvela utilizzando un esempio semplice, accessibile a tutti: il neonato impara attraverso l’osservazione dell’ambiente che lo circonda, dai comportamenti e dalle modalità del padre e della madre e ne imita comportamenti e reazioni. Sia l’input (stimolo) che l’output (risposta comportamentale) vengono memorizzati nel subconscio come percezione acquisita, e determinano il modo in cui il bambino prende le sue prime decisioni. Ogni qualvolta che lo stimolo appare, il comportamento “programmato” viene immediatamente ed inconsciamente applicato.

Il comportamento è quindi basato su di un semplice meccanismo di stimolo – risposta.

Questa capacità è il mezzo con cui si  viene plasmati, con cui ci uniformiamo alla “voce collettiva”, ovvero alle credenze più comuni. 

Per conoscere se stessi si impara a vedersi come gli altri ci vedono. Se gli input (genitore, insegnanti, amici, TV, ecc.) corrisponderanno ad una auto-immagine positiva o negativa, questa visione di sé verrà registrata nel subconscio, diventando la “ Nostra Voce Interna” che darà forma alla fisiologia (peso, salute), ai pensieri ed al comportamento. 

Noi siamo quindi prevalentemente i nostri input, li richiamiamo in ogni momento: sono diventati le nostre Verità, la nostra Legge Personale, il nostro abito mentale. Il problema è che i nostri pensieri sono spesso in contraddizione tra loro e molto spesso ci tirano in direzioni opposte.

Ad ogni nostro pensiero spesso corrisponde il nostro stesso contraddittorio, la nostra voce interna ci fa “Ragionare”, ma il più delle volte finisce col limitarci, con l' impedirci di crescere. Chi l’avrà’ vinta? Il nostro passaporto (chi siamo) o la nostra Voce Interna (gli input)?

Quasi sempre sembra una battaglia persa in partenza poiché le nostre cellule sono obbligate a sottostare al programma inserito nel subconscio. Facciamo del nostro meglio, ma è una lotta estenuante che combattuta da soli ha quasi sempre un finale scontato.

Tutto questo per arrivare a spiegarvi esattamente cosa  fa un coach! È il vostro alleato in questa battaglia! Anche quando non si hanno particolari problemi da risolvere, attraverso l’introspezione profonda, il personal coach va alla ricerca del vostro passaporto ed attraverso il metodo, la volontà, l’intento e la consapevolezza, vi aiuta a riscrivere queste credenze interne. 


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