Ritorniamo
insieme bambini per un momento. Eravamo guidati dal piacere e dalla curiosità,
esploravamo noi stessi ed il mondo senza giudicare. Non avevamo limiti, non
avevamo barriere. Siamo venuti al mondo con un passaporto genetico personale,
ma la
nostra mente non era un libro scritto, le pagine erano ancora bianche.
Il nostro computer era ancora privo di dati.
Poi i nostri genitori che, essendo adulti, avevano invece le memorie zeppe di dati su cosa
fosse giusto e cosa fosse sbagliato, cosa fosse bene e cosa
fosse male, su come ci si dovesse comportare per venire accettati dagli altri,
inserirono nel nostro database informazioni, dati ed programmi predefiniti, che
sono diventati le nostre attuali credenze.
Ovviamente i nostri “programmatori” hanno
caricato nel sistema tutte quelle informazioni e quei programmi che
ritenevano più giusti per noi, per il nostro bene, per il
nostro benessere: hanno fatto del loro meglio con tanto amore, .
. . ma anche i loro dati, a loro volta, erano stati inseriti!
Ogni giorno questo sistema di credenze veniva ripassato ed
ampliato, così in breve tempo è diventato apparentemente
indelebile. Ciò grazie a due “inchiostri” particolarmente efficaci: Ripetizione ed Emozione.
I pubblicitari conoscono molto bene questi due potenti mezzi: non è forse continuando a ripetere uno spot emozionante che ci convincono che abbiamo bisogno di un dato prodotto? L’emozione abbatte le barriere, rende il foglio permeabile in modo che sia pronto a ricevere l’inchiostro, e la ripetizione è come ripassare una scritta più volte: permetterà che l’inchiostro penetri in profondità.
E' esattamente così che si è creata l'idea che abbiamo di noi
stessi e del mondo, idea che determinerà le tutte le
nostre scelte future. Vorrei soffermarmi sulle ultime ricerche del biologo Bruce Lipton (Cell psychology and beyond – Bruce H. Lipton, Ph.D, 2002) che ci spiegano il sistema che la natura ha ideato per aiutarci nell’apprendimento. Vorrei raccontarvela utilizzando un esempio semplice, accessibile a tutti: il neonato impara attraverso l’osservazione dell’ambiente che lo circonda,
dai comportamenti e dalle modalità del padre e della
madre e ne imita comportamenti e reazioni. Sia l’input (stimolo) che l’output (risposta comportamentale) vengono memorizzati nel subconscio come percezione acquisita, e
determinano il modo in cui
il bambino prende le sue prime decisioni. Ogni qualvolta che
lo stimolo appare, il comportamento “programmato” viene immediatamente ed inconsciamente applicato.
Il comportamento è quindi basato su di un semplice meccanismo di stimolo – risposta.
Questa capacità è il mezzo con cui si viene
plasmati, con cui ci uniformiamo alla “voce collettiva”, ovvero alle credenze più comuni.
Per conoscere se stessi si impara a vedersi come gli altri ci vedono. Se gli input (genitore, insegnanti, amici, TV, ecc.) corrisponderanno ad una auto-immagine positiva o negativa, questa visione di
sé verrà registrata nel subconscio, diventando la “ Nostra Voce Interna” che darà forma alla fisiologia (peso, salute), ai pensieri ed al
comportamento.
Noi siamo quindi
prevalentemente i nostri input, li richiamiamo in ogni momento: sono diventati le nostre Verità, la nostra Legge Personale, il nostro abito mentale. Il
problema è che i nostri pensieri sono spesso in
contraddizione tra loro e molto spesso ci tirano in direzioni
opposte.
Ad ogni nostro pensiero spesso
corrisponde il nostro stesso contraddittorio, la nostra voce interna ci fa “Ragionare”, ma il più delle volte finisce col limitarci,
con l' impedirci di crescere. Chi l’avrà’ vinta? Il nostro
passaporto (chi siamo) o la nostra Voce Interna (gli input)?
Quasi sempre sembra una battaglia persa in partenza poiché le nostre cellule sono obbligate a sottostare al programma inserito nel subconscio. Facciamo del nostro meglio, ma è una lotta estenuante che combattuta da soli ha quasi sempre un finale scontato.
Tutto questo per arrivare a spiegarvi esattamente cosa fa un coach! È il
vostro alleato in questa battaglia! Anche quando non si hanno particolari problemi da risolvere, attraverso l’introspezione profonda, il
personal coach va alla ricerca del vostro passaporto ed attraverso il metodo, la volontà, l’intento e la consapevolezza,
vi aiuta a riscrivere queste credenze interne.
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