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Il
Percorso di Coaching
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La cosa importante è non smettere mai di porsi domande. La curiosità ha le sue buone ragioni di
esistere. Non si può che restare sgomenti quando si contemplano i misteri dell’eternità, della vita, della meravigliosa struttura della realtà. È sufficiente cercare solo di capire un pò di questo
mistero ogni giorno. Mai perdere il gusto di una sana curiosità."
- Albert Einstein
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Il successo di un percorso di coaching
è strettamente legato ad un buon programma di allenamento.
Pensiamo ad un atleta. Per
arrivare ad una buona performance ha bisogno della “propria misura”
cioè di un suo programma specifico atto ad attingere a tutte le
sue risorse, a raggiungere, superare e consolidare i suoi
traguardi ed a calibrare energie, emozioni, motivazioni profonde e
sfide.
Un copia e incolla dell’allenamento di un altro campione non sarà mai la soluzione per allenare il proprio potenziale ed esprimerlo appieno. Allenare le proprie capacità e i propri comportamenti risponde alle stesse logiche.
Né il metodo, né la durata in sé del processo, né il numero delle singole sessioni, né la durata stessa delle sessioni sono del tutto pianificabili a priori. Il processo si adatta alle esigenze dell’individuo, ai suoi tempi
ed ai suoi modi di esplorazione e di apprendimento, ai suoi livelli energetici di sviluppo delle tematiche legate ai suoi obiettivi .
Le statistiche e le esperienze ci dicono che un percorso efficace e che dia risultati duraturi e non effimeri può inscriversi in un arco temporale di almeno 6 mesi e, tendenzialmente, non supera i 12 / 18 mesi nei casi più complessi.
Ma come fare? Come funziona dunque il processo di coaching, da dove si comincia?
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Il concetto di action plan lo conosciamo tutti. Ma quando chiediamo ad una persona quale sia ”l’action plan” della sua vita e della sua crescita personale o professionale le risposte rimangono vaghe ed incompiute.
Non c’è consapevolezza. Ed è normale che sia così perché la nostra vita è innanzitutto basata sull’agire. Il ritmo che spesso ci impone oggi la vita ci porta erroneamente a credere che sia necessario agire continuamente, continuare a fare, senza prendersi il tempo necessario per fermarsi a riflettere sul “cosa, come e dove” per evitare così che il susseguirsi di eventi ci porti verso fatali errori che
renderebbero nullo il nostro moto perpetuo.
Il punto di partenza è quindi una fase esplorativa
finalizzata ad individuare e condividere pienamente gli obiettivi
rilevanti da affrontare durante il percorso. Lo scopo è quello di creare
un action plan dettagliato del proprio cammino di vita.
Per fare ciò sarà necessario RAGGIUNGERE LA CONSAPEVOLEZZA
rispetto a se stessi ed agli altri, al proprio stile di vita, alle proprie esigenze ed aspettative.
Emergeranno bisogni concreti ed operativi ma si porteranno alla luce anche
istanze, desideri magari mai espressi prima, voglia di crescere e perchè
no? sogni: sì perché i sogni esistono sia nella propria vita privata che professionale!
Il risultato dell’esplorazione sarà una mappa concreta delle proprie aspettative,
dei propri desideri e delle proprie necessità dalla quale si individueranno le priorità su cui operare. Solo questa consapevolezza porterà allo
sviluppo delle tematiche individuate in fase
di analisi.
SVILUPPO SIGNIFICA CAMBIAMENTO ed è necessario sia volerlo che saperlo fare. Significa
adottare un nuovo approccio ai problemi quotidiani, tradurre i temi esplorati ed emersi nella loro chiarezza, in obiettivi specifici, definiti e misurabili. Ma è altrettanto importante che siano obiettivi armonici, in sintonia con i propri valori, con la propria storia personale, con la propria visione di sé. Importante sarà partire sempre da una fase di ricerca o riflessione personale, cioè dall’indagine delle difficoltà che ciascuno incontra giorno dopo giorno: da essa potranno emergere i propri limiti, ma anche la consapevolezza della possibilità di superarli.
Più consapevole dei propri errori, dei propri limiti, ma soprattutto delle proprie potenzialità, il cambiamento non potrà essere totale ed immediato, ma condotto a piccoli passi.
In questa fase il coach supporta il
suo cliente nella ricerca delle soluzioni più idonee a fare passi
concreti verso l'obiettivo prefissato all'inizio della sessione
E’ infatti possibile porsi grandi obiettivi, ma è assolutamente indispensabile fare
PROGETTI SU SCALA RIDOTTA, che abbiano in sé la possibilità di verifica immediata e che possano essere rivisti e ripianificati.
Il percorso di Coaching si potrebbe
quindi definire un processo di RICERCA-AZIONE
la cui peculiarità è, innanzitutto, la ciclicità:
analizzare i presupposti che stanno alla base della propria insoddisfazione (riflessione, osservazione, diagnosi),
mettere in discussione la validità e l’efficacia della propria organizzazione di vita (consapevolezza), ideare e mettere in pratica alternative per migliorare la qualità del proprio stile di vita (pianificazione, azione)
“La mente intuitiva è un dono sacro e la mente razionale è un fedele servo. Noi abbiamo creato una società che onora il servo e ha dimenticato il dono” - Albert Einstein –
Il Coaching ed il cambiamento di paradigma
Fin qui ci siamo allenati a pensare, riflettere, riconoscere, ad avere chiarezza e consapevolezza su dove andare. Abbiamo definito un piano d’azione concreto e stabilito di portare un cambiamento nella nostra vita.
Ora è il momento dell’allenamento al fare, al “come” andare fattivamente verso la scelta e la direzione
identificata, al provare ad agire
concretamente nella quotidianità, seguendo il piano d'azione concordato
col proprio coach.
Un percorso di coaching deve
infatti rispondere a precisi criteri di concretezza: le
“azioni correttive” verranno sperimentate nella vita reale e, nelle
sessioni successive, verranno analizzate e puntualmente verificate.
I successi ottenuti verranno consolidati, gli impedimenti e le
difficoltà riscontrate verranno invece rifocalizzati e diventeranno
spunti e materiale per le azioni future e i nuovi programmi di allenamento.
Potrebbero sembrare passaggi semplici
ma non è così. L’allenamento non è contro i secondi di un cronometro che misura la velocità a cui si corre verso un traguardo.
La sfida è sottile: i rivali sono i
nostri paradigmi consolidati, quegli schemi mentali da sempre attivati, le
abitudini a cui, da sempre, ci ancoriamo. Per ristrutturare comportamenti
e abitudini non funzionali ai propri obiettivi è necessario volerlo fare,
avere l' entusiasmo di ampliare la propria visione, di provare a portare
nuove modalità nel proprio vissuto, di assumersi la responsabilità di
essere artefici assoluti della propria vita e dei propri cambiamenti.
Il Coach è responsabile
dell'efficacia del processo di coaching, ma non potrà mai sostituirsi
all'individuo nella determinazione ad allenarsi, nella costanza a
sperimentare nuovi modelli comportamentali e nuove soluzioni nella sua
vita.
Cos'è
dunque, e come nasce un paradigma? Le azioni ed i comportamenti: da dove derivano? Perché agiamo in un modo piuttosto che in un altro? Cosa ci fa pensare “Io sono fatto così“, “Questo è giusto e questo è sbagliato”, “Lo merito o non merito”?
La risposta è semplice ed è da ricercare appunto nei nostri “paradigmi”.
Quando parliamo di paradigmi intendiamo
quindi riferirci agli schemi entro cui siamo soliti agire e che, in quanto schemi, sono anche limitanti, insufficienti ad affrontare le sollecitazioni infinite della realtà che ci circonda. Diventano le nostre barriere difensive, la nostra chiusura
mentale.
I paradigmi più potenti sono quelli che risalgono all'ambito familiare. Vengono poi quelli strutturati dalla società e dalla nostra cultura di riferimento. Il loro insieme è il nostro bagaglio di abitudini e conoscenze, l'origine del nostro modo di agire, di comportarci, della percezione che abbiamo di noi stessi e del mondo che ci circonda.
Un
percorso di coaching si potrebbe definire una sorta di ponte tra i
paradigmi in essere e nuovi paradigmi, tra il vecchio schema
consolidato e le continue sollecitazioni verso nuove idee e nuove
prospettive, verso il cambiamento.
Il
Coaching va alla ricerca dei paradigmi che governano la tua vita
dandoti l'opportunità di spezzare quelli che ti limitano
nell'agire, ti aiuta a crearne di nuovi che ti guideranno verso
azioni più efficaci e genereranno cambiamenti di stati emotivi
utili al raggiungimento dei tuoi traguardi.
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| Un'assoluta
verità sui paradigmi è che possono cambiare. Prendiamo ad
esempio la scienza, che progredisce continuamente: una generazione
costruisce sul lavoro di quelle precedenti, il paradigma della
conoscenza si evolve e le vecchie visioni si dimostrano essere
incomplete od inesatte. Tutti i mondi si evolvono da paradigma a
paradigma, come progressi della conoscenza. Un
percorso di Coaching può aiutarti a cambiare i tuoi. |
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